Parco archeologico città romana di Suasa
A quattro chilometri da Corinaldo, nella valle del Cesano, affiorano i resti di un’intera città romana: mosaici, affreschi e un anfiteatro da diecimila spettatori.
Il Parco Archeologico di Suasa: dove si trova e come arrivarci
Nel territorio del Comune di Castelleone di Suasa, in contrada Pian Volpello, a circa 4 km dal centro di Corinaldo, si trova il Parco Archeologico Regionale della Città Romana di Suasa.
Le origini di Suasa e lo sviluppo urbanistico
Suasa ebbe origine nel corso del III secolo a.C., nella media valle del Cesano, su un’antica via di comunicazione fra la costa adriatica e i valichi appenninici, in seguito alla conquista da parte dei Romani del territorio precedentemente occupato dai Galli Senoni. Istituita probabilmente come praefectura, centro amministrativo e giuridico, la città registrò un primo progressivo sviluppo urbanistico e monumentale nel corso del II secolo a.C. Ritrovamenti recenti attestano in questo periodo la presenza di case decorate alla maniera delle coeve dimore dell’aristocrazia locale, del Lazio e della Campania. Il momento di maggior sviluppo urbanistico si colloca, con molta probabilità, verso la metà del I secolo a.C., quando la città divenne Municipium.

I monumenti principali: domus, foro e anfiteatro
A questo periodo appartiene la fase più antica della grande dimora della famiglia senatoria dei Coiedii, che raggiungerà il massimo splendore agli inizi del II secolo d.C., sotto gli imperatori Traiano e Adriano. Oltre al celebre giardino porticato con fontane e al quartiere termale privato, la domus ha restituito circa venti pavimenti a mosaico di eccezionale qualità ed affreschi in stile pompeiano che sono un unicum nell’Italia centro-settentrionale. Poco distante dalla dimora è stato individuato il Foro, costruito agli inizi del I secolo d.C. su un rialzo artificiale di terreno e ghiaia. Si tratta di una monumentale corte scoperta, contornata su tre lati da portici sui quali si affacciano numerose tabernae: la piazza è considerata la più grande delle Marche nel suo genere. Nel corso del I secolo d.C. venne costruito anche l’Anfiteatro, rimasto sempre visibile nel tempo. Di forma ellittica, è uno dei maggiori della regione e poteva ospitare tra i 7.000 e i 10.000 spettatori. A nord e a sud della città si allineavano due necropoli, dove sono stati rinvenuti resti di monumenti funerari della prima età imperiale e numerose tombe databili successivamente alla fine del II secolo d.C.

Il declino della città e la riscoperta archeologica
Contrariamente alla tradizione che voleva la città distrutta dai Goti di Alarico nel 409 d.C., gli scavi documentano un declino lento e progressivo, probabilmente legato all’instabilità della guerra greco-gotica, alla scarsa manutenzione e alla morfologia della valle, soggetta a frequenti allagamenti. L’insalubrità dell’area spinse gli abitanti a rifugiarsi nei colli circostanti, e il sito divenne un’area agricola soggetta a spoliazioni di materiali lapidei. In tempi e occasioni diverse, numerose sculture sono state rinvenute nell’area della città antica, molte delle quali sono andate poi disperse.
Il Museo Civico di Castelleone di Suasa e informazioni pratiche
Nel vicino centro abitato di Castelleone di Suasa, nel palazzo che fu residenza della duchessa Livia Della Rovere, è oggi ospitato il Museo Civico Archeologico Casagrande. Qui sono esposti gli oggetti rinvenuti durante gli scavi e gli splendidi affreschi parietali recuperati nella villa dei Coeidii, esempio raro e raffinato di pittura in stile pompeiano nell’intera Italia centro-settentrionale.
Informazioni aggiuntive
Abaco Società Cooperativa
www.parcosuasa.it
info@parcosuasa.it
tel. +39 375 6720915
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