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Corinaldo: una storia millenaria

Mille anni di assedi, signorie e rinascite, custoditi dentro un chilometro di mura ancora intatte. Una storia stratificata che si legge ancora oggi camminando per il centro storico di Corinaldo.

Le origini di Corinaldo

Dall’incastellamento medievale al primo borgo

Nei primi anni del secolo XVII Vincenzo Maria Cimarelli, frate domenicano e insigne storico, ipotizzò che le origini di Corinaldo potessero risalire alla fuga verso le colline degli abitanti di Suasa, in seguito al passaggio dei Visigoti di Alarico nel 409 d.C. Con tutta probabilità, però, Corinaldo nasce agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’incastellamento. Arroccata tra i fiumi Cesano e Misa, tra Marca di Ancona e Stato di Urbino, diviene ambito avamposto conteso, per la sua posizione strategica, dalle fazioni guelfe e ghibelline in lotta per il potere durante la crisi del sistema feudale e l’avvento delle signorie. Il nome stesso del borgo è oggetto di ipotesi: secondo una prima teoria deriverebbe da Curia di Rinaldo, nome longobardo di epoca altomedievale; secondo un’altra, alla fine del XII secolo il toponimo Colli in alto si sarebbe trasformato progressivamente in Corinaldo.

Assedi, distruzioni e la ricostruzione del 1367

Guelfa fino ai primi del Trecento, Corinaldo subisce la tirannia del nobile ghibellino Nicolò Boscareto, vicario imperiale per nomina di Ludovico il Bavaro, a causa del quale è attaccata dall’esercito pontificio di Innocenzo VI agli ordini di Galeotto Malatesta. Il 18 agosto 1360, dopo aspri combattimenti, la città viene incendiata e completamente distrutta. Ricostruita ex novo nel 1367 dopo l’autorizzazione di Papa Urbano V, si dota di una cinta muraria a protezione dell’intero borgo — un manufatto di eccellente fattura con notevoli elementi fortificativi. Gli assedi continuano: nel 1416 quello condotto da Braccio da Montone e nel 1432 quello guidato da Sante Garelli, entrambi respinti dalla resistenza degli abitanti e dalle possenti mura cittadine.

Le mura di Corinaldo

Il contributo di Francesco di Giorgio Martini

Nel 1432 si insedia il capitano Antonello Accattabriga, che fa edificare il Cassero sul culmine del colle trasformando Piazza il Terreno in piazza d’armi. Dopo anni di soprusi, i corinaldesi cacciano il tiranno nel 1447 e radono al suolo la rocca. Tra il 1480 e il 1490 il perimetro delle mura viene ampliato e dotato di nuovi manufatti bellici, diventando ancora più inespugnabile. Per questo ampliamento viene ipotizzato anche un contributo del celebre architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini, nel cosiddetto Sperone. La resistenza delle mura si dimostra decisiva anche nel 1517, quando il duca di Urbino Francesco Maria tenta di riconquistare Corinaldo: dopo ventitré giorni di assedio è costretto alla ritirata, e per la fedeltà dimostrata papa Leone X eleva Corinaldo al rango di città, riconoscimento confermato nel 1786 da papa Pio VI.

Il Seicento e il Settecento

Il periodo di massimo splendore

Nel corso del Seicento Corinaldo si ingentilisce nelle forme architettoniche e nei costumi, arricchendosi dell’opera di pregevoli artisti. Le famiglie nobili erigono nuove ed eleganti dimore, segnale di un accresciuto benessere. Vedono progressivamente la luce anche monumentali edifici civili e religiosi ancora oggi perfettamente conservati: la chiesa del Suffragio dalla caratteristica pianta ottagonale, la chiesa dell’Addolorata, quella di Sant’Anna e il santuario dedicato a Santa Maria Goretti. Tra i protagonisti di questa stagione artistica, il pittore Claudio Ridolfi, che a Corinaldo visse fino alla sua scomparsa, e l’organista Gaetano Callido, che lasciò in città due strumenti di eccezionale fattura. Il colore rosso mattone si afferma nel paesaggio urbano come segno di identità inconfondibile.

Corinaldo oggi

Un’eredità storica fatta di architettura, arte e devozione

Le vestigia di questo fecondo passato sono ancora oggi elementi fondamentali del paesaggio urbano: il perimetro murario di circa un chilometro con le sue porte bastionate, torri e torrette, chiese e santuari, palazzi pubblici e privati, e il teatro storico la cui prima edificazione risale a metà del Settecento. A tutto questo si aggiunge la vocazione alla devozione: Corinaldo è luogo di pellegrinaggio legato alla martire Maria Goretti, il cui culto è cresciuto negli ultimi anni richiamando visitatori da tutto il mondo.

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