Le mura e le torri
Quasi un chilometro di mura intatte che abbracciano il centro storico in un equilibrio perfetto tra architettura medievale e rinascimentale.
La cinta muraria e i torrioni sono la perla e il vanto del centro storico corinaldese. Con i suoi 912 metri di lunghezza ed un’altezza massima di 18, la cinta muraria abbraccia tutto il centro storico in una fusione armonica e perfetta tra architettura medioevale e rinascimentale. Provate a salire su una delle torri: magari potreste scorgere un manipolo di soldati in lontananza…
Mura medioevali
Innalzate nel 1367, su concessione di Papa Urbano V, le mura medioevali segnano la rinascita della cittadina dopo l’assedio e l’incendio che, nel processo di restaurazione del potere papale, portò alla distruzione dell’abitato e delle precedenti fortificazioni nell’agosto del 1360. Da allora queste mura proteggono il paese correndo lungo il fronte orientale e occidentale del paese.

Veduta esterna di Porta San Giovanni
Porta San Giovanni
È da ritenersi forse la parte più interessante delle mura in quanto conserva inalterati molti elementi di difesa. A sinistra dell’arco centrale è ancora aperta la cosiddetta “bianchetta”, una piccola porta che permetteva l’ingresso durante la notte o nei periodi di assedio. Sono inoltre ancora presenti gli alloggiamenti delle travi facenti parte del ponte levatoio, i cardini dei portoni ed i fori, dove venivano inserite le travi per sbarrare il portone. Oltrepassando l’arco ogivale interno si potrà notare una fenditura: qui scorreva una ferrea saracinesca, estrema difesa contro gli assedianti.
All’interno del complesso della porta era sicuramente presente un impalcato in legno che serviva per raggiungere le diverse bocche da fuoco. Oggi, sulla parete a sinistra dell’ingresso, in una nicchia ricavata da una delle bocche da fuoco, si trova un’immagine settecentesca della Madonna, in cartapesta, che gode di una particolare venerazione popolare.
Il complesso della porta comprendeva in passato anche edifici, che avevano la specifica funzione di ospitare l’abitazione del bargello (capitano del popolo) ed il corpo di guardia. Proprio questa funzione ha dato il nome alla via e al pozzo adiacente. Salendo proprio verso il Pozzo del Bargello si può raggiungere la terrazza sovrastante l’arco da cui è possibile ammirare sia la campagna circostante, che scorci del centro cittadino. Anche qui sono presenti elementi tipici dell’architettura militare del XIV e XV sec., quali saettiere, archibugiere, beccatelli, piombatoi e merli. Probabilmente, nel passato, la grande terrazza era coperta da un tetto per permettere la difesa durante le avversità atmosferiche.
Nel novembre del 1987 il re Carlo d’Inghilterra sostò a lungo sulla terrazza dipingendo uno scorcio del centro storico.

Torre dello Scorticatore
Torre dello Scorticatore e il Camminamento
È la parte restante di un grande torrione trecentesco, franato a metà del XIX secolo. Questa torre aveva la specifica funzione di difendere con tiri a raso Porta S. Giovanni e soprattutto Porta S. Maria del Mercato. Dalla sommità è possibile vedere il sottostante sferisterio, o campo per il gioco del pallone con il bracciale, in voga a Corinaldo dall’Ottocento e sino agli anni precedenti la seconda guerra mondiale.
Quasi tutte le torri di Corinaldo, una volta finiti i periodi di assedio, vennero assegnate dalla municipalità a persone indigenti che lì abitavano e lavoravano. Le torri resteranno abitate fino al secondo dopoguerra ed in questa risiedeva lo scorticatore di pecore, da cui il nome.
Percorrendo la ripida stradina che scende verso Porta del Mercato, ci si imbatte nell’unico tratto di camminamento di ronda ancora conservato. Salendo e passeggiando lungo questo tratto è possibile valutare, in tutta la loro imponenza, le mura di Corinaldo che qui raggiungono un’altezza di 15 metri.

Camminamento di ronda

Veduta esterna di Porta San Giovanni
Porta del Mercato
È un vero e proprio complesso di difesa, costituito da due parti realizzate in due successive epoche. La più antica, comprende l‘arco interno trecentesco di forma ogivale che, posto a ridosso della maestosa gradinata di Via Piaggia, presenta nei conci di imposta due epigrafi riportanti l’anno di costruzione “Hoc opus… MCCCXL” (1340) e il nome della porta “ad portas Sancte Marie”.
A questa primitiva opera, forse dotata anche di un torrione ora incorporato nel complesso, nel 1400 fu stato addossato un baluardo poligonale con un’ulteriore porta d’accesso perpendicolare alla precedente. Su questo secondo arco esterno sono visibili ancora oggi alcune vestigia del ponte levatoio. Il baluardo, costruito per difendere la porta più antica dai colpi di arma da fuoco, presenta un cortile interno atto a consentire la difesa piombante contro chi fosse riuscito a superare il primo arco.
Esternamente, al di sopra dell’arco di ingresso, una nicchia custodisce un’immagine di S. Anna, la patrona di Corinaldo. Nel 1600, una volta venuti meno gli assedi, l’arco venne utilizzato come base per costruire una casa da gioco per i nobili di Corinaldo, ingentilendone l’aspetto. Superata la porta, procedendo a sinistra lungo Via Mura del Mangano, si trovano le scale che permettono di salire sulla terrazza del torrione.
Casa di Lisippetta
Questo piccolo spazio che si apre lungo Via Mura del Mangano, poco dopo essersi lasciati alle spalle Porta del Mercato, offre uno spaccato su quelle che potevano essere le condizioni di vita per le persone meno abbienti all’interno del borgo. Se si pensa che tra la fine del XV secolo e il primo decennio del Novecento la popolazione che abitava il borgo passa da 1700 a 6889 anime, si comprende facilmente la necessità maturata di utilizzare ogni spazio disponibile all’interno delle mura.
Il camino per cucinare, il tavolo per mangiare, un giaciglio per dormire e la latrina per i bisogni. Tutta la casa in quest’unico ambiente dove la “Lisippetta”, ultima in ordine di tempo ad occupare questo spazio, visse fino agli anni Sessanta del Novecento.

Torre del Mangano e Torre del Calcinaro
Torre del Mangano
Detta anche Guardiola di Mezzogiorno, la torre prese il nome di Torre del Mangano perché, proprio di fronte ad essa, fino al 1940, era posizionato il Mangano, antico strumento utilizzato per soppressare le stoffe.
Torre del Calcinaro
In origine fu costruita con una pianta pentagonale e dotata di un consistente muro di scarpa pericolosamente proteso sulla sottostante Via del Fosso. Alla fine del 1800 fu necessario demolirla e fu poi ricostruita con l’attuale forma, adeguandola ai vicini torrioni della Rotonda e di Porta Nova. Nel 1816 questo torrione, detto anche delle Vecchie Carceri, venne dato in affitto per essere adibito a laboratorio di ceramica e terracotta, da qui assunse l’attuale nome di Torre del Calcinaro.

Torre del Calcinaro vista da Via del Fosso
Mura rinascimentali
La necessità di far fronte al progressivo aumento demografico e di rafforzare le mura per rendere il castello di Corinaldo inespugnabile portò, nel 1484, a dare inizio ad un’importante opera di ampliamento del perimetro murario e di consolidamento e potenziamento della preesistente cerchia. I lavori terminarono nel 1490.

Torre della Rotonda vista da Via del Fosso
Torrione e Piazzetta della Rotonda
La Torre della Rotonda, con la sua pianta semicircolare, fa parte dell’addizione rinascimentale iniziata nel 1484 e terminata nel 1490. Affacciandosi dalla terrazza, o dall’adiacente Piazzetta della Rotonda, e guardando a sud è visibile l’innesto tra i due perimetri murari, facilmente distinguibile dall’innaturale curvatura del percorso della cinta. Quest’ultima salendo, invece che proseguire sul suo tracciato curvilineo, svolta repentinamente verso la Torre della Rotonda in cui ci troviamo assumendo l’andamento lineare che contraddistingue le mura rinascimentali. Da una grata al centro della terrazza è visibile una stanza per il tiro a cupola. Fino al 1844 questo Torrione ospitò il macello cittadino. Oggi, il Torrione della Rotonda insieme con l’adiacente Piazzetta rappresentano uno dei punti panoramici più suggestivi del borgo, con una vista a 180° che spazia dal Monte Conero alle vette dell’Appennino Umbro-Marchigiano passando per i borghi circostanti che svettano alle sommità delle colline. Un pannello tattile, situato sulla Piazzetta della Rotonda, offre la possibilità di accedere a brevi video spiegazioni sui punti di interesse individuabili nel panorama di fronte

Piazzetta della Rotonda

Ingresso dei Landroni (lato Porta Nova)
I Landroni
Questa via è un corridoio porticato derivato dalla sopraelevazione ed ampliamento degli edifici signorili settecenteschi situati lungo Via del Corso. Il nome deriva dalla parola “androni” che nella dizione popolare incorpora l’articolo, trasformandolo in Landroni.

Porta Nova, vista esterna da Via del Fosso
Porta Nova
È l’ultimo accesso, costruito in ordine di tempo, al Castello di Corinaldo, realizzato in occasione dell’addizione rinascimentale (1484-1490). La porta e l’adiacente torrione furono parzialmente interrati nel 1850 quando venne realizzato il viale di circonvallazione delle mura, mentre l’arco di accesso principale venne notevolmente ampliato nei primi anni del Novecento per permettere ai primi mezzi pubblici di accedere al centro cittadino. Dentro il torrione è presente una stanza da tiro con cupola. La sua sommità è raggiungibile salendo una stretta scala situata, per chi entra, sul lato sinistro dell’arco maggiore.

Scorcio delle Mura di Corinaldo da Viale dietro le Monache
Viale dietro le Monache
Suggestivo viale con una triplice fila di tigli che collega Torre dello Sperone a Porta Nova. Il viale costeggia Piazza della Fontana e l’ex convento delle Monache Benedettine, da cui prende il nome, e segue poi il percorso della cinta muraria visibile. Di quest’ultima si possono ancora apprezzare diverse torri incorporate nei settecenteschi edifici sovrastanti che conservano bocche da fuoco e tracce di merlature.

Torre dello Sperone lungo il Viale dietro le Monache
Torre dello Sperone
Simbolo delle mura di Corinaldo, grazie ai suoi quasi 18 metri di altezza, Torre dello Sperone rappresenta anche il punto più altro della fortificazione cittadina. Costruita nel XV secolo a difesa del Cassero che sorgeva poco sopra, dove oggi è situata la Chiesa del Suffragio, la torre ha subito parziali restauri nel 1500 e poi nel 1900.
Le forme slanciate e acuminate di questa poderosa e solida torre pentagonale hanno fatto ipotizzare, in tempi passati e seppur in assenza di documenti che lo comprovino, la sua progettazione da parte dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, ideatore di molte fortificazioni del Ducato di Urbino. Incongruenze cronologiche tra la realizzazione della torre e il periodo di attività dell’architetto nel territorio del Ducato hanno portato ad escludere, ormai con quasi assoluta certezza, il diretto coinvolgimento dell’architetto senese nell’opera di Corinaldo. Oggi all’interno della torre è allestito un sacrario dedicato alle vittime di tutte le guerre.
Sulle mura ed est della Torre dello Sperone è possibile notare il taglio delle mura, eseguito agli inizi del 1900 per agevolare l’uscita dal centro storico dei primi veicoli a motore: questo taglio rappresenta l’unica interruzione nel percorso murario altrimenti ancora interamente conservato. A ovest, invece, si apre Piazza Rinascimento al cui centro è posizionata la storica fontana del paese. Realizzata nel 1894, in concomitanza con la costruzione del primo acquedotto pubblico, era in origine situata in Piazza il Terreno. Venne trasferita nella sede attuale negli anni Trenta del Novecento.
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